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Il carattere della strada

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R. di SantaMaria – Cerchiamo di capire il carattere della nostra strada e quali i fondamenti della narrazione che l’accompagna e che andrebbero salvaguardati in una attenta opera di riabilitazione (più che conservazione o riqualificazione).E’ l’immagine che si è sedimentata nella storia che ne forgia lo spirito. Nell’immaginario collettivo la strada rimane legata allo star system ed ai favolosi anni ’50 e ‘60 del cinema. Ricordo patinato che non è mai stato sostituito dall’attuale ruolo di polo direzionale della città, o di hub del turismo di lusso.

Eppure il vero spirito è un altro. Per individuare quello che forse oggi si nasconde ancora nelle recondite pieghe della sua anima occorre per un attimo risalire agli anni a cavallo della seconda guerra. Le tante volte che ne abbiamo parlato insieme, Alberto Bevilacqua insisteva di doverlo andare a cercare nel primissimo dopoguerra, quando il polo della cultura romana iniziava a ruotare attorno al Premio Strega e quindi al locale di quel personaggio eclettico che era Guido Alberti, mecenate dell’iniziativa

Chi frequentava le improvvisate recite a casa di Alba De Céspedes (i Bellonci, Cecchi, Flaiano e tutti gli scrittori più autorevoli dell’epoca, i così detti amici della domenica) pensava al premio letterario (1947) ma non disdegnava le sceneggiature. Era quello il gruppo che negli altri giorni tirava tardi a Via Veneto, vicino al locale del comune amico. Quello il gruppo che accentrava l’interesse. I caffè erano il ritrovo; l’ambiente che stimolava. Da ritrovo della emergente borghesia e da luoghi centrali nella vita commerciale, divenivano ritrovi culturali. Gli artisti seguitavano a frequentare il Caffè Greco? Gli scrittori andavano a Via Veneto ed i ritrovi si trasformavano in caffè letterari.

Via Veneto non era quindi soltanto la vetrina degli attori Non riesco a vedere una via Veneto senza i suoi caffè. La vedo come il salotto buono della città dove c’è ancora l’abitudine di incontrarsi per affari. Ma vi si accoglie anche l’ospite od il turista. E da lì che si inizia l’esplorazione del centro commerciale, andando giù verso la scalinata di Piazza di Spagna, per Via di Porta Pinciana e Via Sistina: un legame indissolubile.